UNMESEMMEZZO

Tanto é passato, più o meno, dal mio ultimo post su maccopanna, che nel frattempo non sono riuscito a alimentare come avrei voluto. Oggi ci torno però, per cercare di sintetizzare le emozioni che derivano da una notizia tragica. Lo so, chi mi conosce sa bene che sto vivendo l’emozione grande della nascita del mio, del nostro, secondo figlio. Oggi però ho ricevuto la notizia di un figlio che ha deciso di andar via, di non tornare. Di volare giù da quel terrazzo, vinto da tutto il resto, sentendosi schiacciato da tutto. Quel terrazzo al quale spesso ho guardato passando sotto casa tua, pensando a te e tuo padre, con me e papà di domenica mattina quando ci facevate vedere il nuovo impianto di irrigazione o quando avevi portato sul il motorino e lo stavi riparando. Era un Peugeot Rapido, cinquantino, viola e verde. Ma più di tutte mi torna in mente la festa della mia comunione, quando giocavamo con Claudio, Carletto ed Alberto e scattavamo foto con la Polaroid che proprio tu mi avevi regalato. Devo avere ancora qualcuna di quelle foto. Te ne porterò una. Stasera non so come ma ho trovato il coraggio di fermarmi lì sotto, di scendere dalla macchina. Quei mazzi di fiori legati al palo della luce mi hanno commosso. Questa tua fine mi addolora, alzare gli occhi, guardare al tuo terrazzo, contare i piani. Niente rispetto al dolore che ti portavi dentro. Hai voluto far prima di tuo padre. Ora siete insieme. Mi resta quel ricordo di noi bambini con le guance rosse, a correre e far foto. E tanto affetto, ma tanto.

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PERSONE CHE FANNO LA DIFFERENZA – TOMMY E STEVE

Le persone di cui voglio parlarvi sono recentemente scomparse: Tommy e Steve.

Sono due persone che hanno avuto un peso specifico davvero importante nella mia vita, due persone che hanno lasciato indelebilmente in essa il segno della piccola grande rivoluzione che hanno introdotto: dove Tommy ha rivoluzionato la mia vita elettronica, facendomi scoprire il fascino dei prodotti elettronici di qualità, il videoregistratore VHS, il CD, la piccola tv portatile, la videocamera (VHS prima, VHS-C poi), introducendo nella mia testa e nel mio cuore i due marchi che più amo e cioè Panasonic e Marantz, trasmettendomi l’irrefrenabile passione lo “scavettamento”, Steve ha rivoluzionato la mia vita informatica, dando un senso alla parola “personal computer”, introducendo nella mia testa e nel mio cuore il Mac e tutto quello che ne è venuto dopo.

Due persone che hanno creato nella mia vita dei punti precisi di rottura, dei punti precisi di non ritorno, dei punti fermi dopo i quali niente sarebbe stato come prima: Tommy con la prima videocamera che io abbia mai visto, la cui sezione VHS si portava a tracolla e pesava 7/8 kg, il mio primo videoregistratore VHS (1983) la mia prima videocamera VHS (1990), la prima consultazione insieme del Televideo, il primo pezzo della Marantz; Steve con il mio primo iPod, un nano nero da 2GB pieno di graffi preso novembre 2005 e che è stato il primo prodotto Apple ad entrare in casa mia, poi con l’iBook G4 14″ (acceso di nuovo tre giorni fa, con su OSX 10.4.11), con l suo “boing” di partenza che per sempre accompagnerà la mia vita, poi con il primo iPod Touch, poi il MacBookPro, poi con iPhone. Domani chissà, non so quale sarà il device, anzi iDevice per dirla bene, ma sar sempre un oggetto con l’anima, capace di trasmettere eozioni.

Ecco, queste due persone mi hanno trasmesso l’amore per le cose, il rispetto per gli oggetti che amiamo, l’emozione per lo spacchettamento, l’attenzione a quella forma esteriore che certamente è funzionale ad una cura interiore. La forma che prende sostanza.

Due persone lontane, diverse, che mai si sono conosciute: la prima é nel filmino del mio battesimo (devo a lui quel filmino) mentre la seconda non l’ho mai incontrata ma due persone alle quali devo molto e che non dimenticherò mai, due uomini che sono stati maestri e amici.

Vi voglio bene.

OGGI PIU’ CHE MAI

Forse mai come oggi devo insistere, convincermi e costringermi ad essere affamato e folle. Grazie Steve.

Della teatralità

Epilogo deludente, forse scontato e demotivante, di certo in linea con l’inutile e ridondante teatralità degli ultimi giorni.

BE THE FIRST!!!

Quello che trovo assurdo é che si possa decidere di acquistare in preordine oggi un oggetto che non si è mai visto, del quale si sono letti solo pareri sommari e al limite visti due o tre video su youtube, senza conoscerne il prezzo e la disponibilità, non potendo neppure stimare i giorni mancanti al possesso. Eppure su Expansys, ne sono sicuro, qualcuno lo farà.

SEMBRA CARINO, PERO’…[cit.]

“non è possibile pensare svegliarsi la mattina e segmentare di nuovo le categorie naturali di utilizzo dei device mobili”…io aggiungo che però mi sembra un bel segmento, specie se non sarà obbligatorio l’utilizzo del pennino per alcune operazioni, visto che fa inevitabilmente molto ritorno a quel passato in cui avevo l’iPaq di Compaq…anche se ricordo sempre con un certo piacere quello che avevo preso in aftermarket per il mio 3970 (ne parlai qui qualche anno fa). Certo é che Samsung, forse anche per le note questioni legali con Apple, sta provando a creare un nuovo spazio di mercato e che in me il Galaxy Note ha suscitato un certo interesse. Argomenti di sicura curiosità riguardano ora il prezzo e le dimensioni, che appaiono generose e forse inadatte alla maggior parte delle tasche dei nostri pantaloni, considerata un’altezza che non potrà essere inferiore ai 17 cm…

(via manteblog)

[update: mi ricorda tantissimo quel mattoncino dell’iPaq 4700, che montava anche un rudimentale trackpad…)

NON CI RIESCO

Non ho ancora avuto il tempo per proseguire le mie letture a proposito delle dimissioni di Steve Jobs ma per quel poco che ho avuto modo di leggere non mi é piaciuto quello che ho letto. Nel senso che troppo frequentemente gli scritti non sono passionali, non emerge l’emozione di chi scrive, che anzi si limita ad una più o meno fredda catalogazione dei fatti.

Io, per quello che sento oggi, so di aver scritto in maniera assai appassionata, forse troppo, ma mi rendo conto che devo molto a Steve Jobs e al Macintosh, e tutto quello che ho scritto in questi ultimi due anni circa ne parla assai. Sono talmente segnato da questa notizia che, pur sapendo che avrei dovuto in qualche modo prepararmi, visto che della malattia di Steve si parla da anni, in certi momenti ne penso/parlo come se non fosse più vivo.

SIATE AFFAMATI.

Probabilmente uno dei suoi discorsi più toccanti.

AVVISO AI NAVIGANTI

Anche io stavo cercando di raggiungere freddynietzsche, il blog di Matteo Bordone ma Chrome mi ha bloccato, avvisandomi della presenza di malware nel sito desiderato.

UNFORTUNATELY, THAT DAY HAS COME.

Come si addice ai grandi Steve Jobs ha fatto un passo indietro, dimettendosi dalla carica di CEO della Apple per le ulteriori conseguenze dei suoi ben noti problemi di salute. Steve Jobs ha saputo rivoluzionare il proprio mondo ed il nostro mondo, creando la Apple che oggi noi tutti conosciamo partendo da un sogno, coltivato lavorando duramente insieme a Steve Wozniak, portandolo poi al successo ma passando anche per molti insuccessi, senza i quali nulla di tutto questo sarebbe tale. In quel sogno lui ha creduto, e ci crede ancora, sia chiaro, tanto che oggi indica la persona che più di tutte é secondo lui in grado di portare avanti la Apple, Tim Cook. Nel perseguire quel sogno ha dedicato ad esso la sua vita e nel farlo ha saputo spaccare il mondo, ha saputo suscitare tanto ammirazione e fedeltà all’idea ed alla filosofia sottostanti al brand della mela morsicata nei fedelissimi quanto al contempo incomprensione negli scettici. Probabilmente in quel sogno il nostro Steve ha continuato a credere anche quando fu allontanato dalla Apple per una dozzina d’anni. Quel sogno, Steve, lo ha realizzato, regalando ad ognuno di noi la migliore esperienza informatica desiderabile, in cui il personal computer per primo (poi iPod, iPhone, iPad) smette di essere semplicemente un oggetto tecnologico che svolge delle funzioni per diventare strumento di una nuova esperienza informatica, quell’esperienza che io stesso vivo dal 14 gennaio 2006 alle ore 12.18, la data del mio “switch”. L’amore di Steve per il Macintosh, il suo sogno circa la Apple di oggi sono diventati anche i miei, rappresentando una parte davvero importante della mia vita.

Grazie Steve.