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W L’ITALIA.

ANCHE GOOGLE CELEBRA LA NOSTRA FESTA NAZIONALE, ED E’ SEMPRE PIACEVOLE NOTARE CHE LA SINTESI ARTISTICA RIESCE A RENDERCI UN MESSAGGIO NELLA SUA PUREZZA, NELLA SUA ESTREMA SINTESI, DEPURANDOLO DI TUTTI I FRONZOLI E DI TUTTE LE POLEMICHE CHE INVECE, NELLA REALTA’, LO INQUINANO.

NELLO SPECIFICO, IL RITUALE DELLE CELEBRAZIONI PER L’ANNIVERSARIO DELLA NOSTRA UNITA’ NAZIONALE E’ INQUINATO DA QUELLA VOLGARITA’ POLITICA BIPARTISAN CHE DA ANNI GESTISCE IL POTERE ARROGANDOSI OGNI PRIVILEGIO, CANNIBALIZZANDO OGNI SPUNTO REALMENTE IDEALISTA E PATRIOTTICO DI CUI INVECE TUTTI I SUOI ESPONENTI RIEMPIONO I LORO DISCORSI CELEBRATIVI PER L’OCCASIONE, MENTRE SCOPRONO TARGHE O RICORDANO I BEI TEMPI CHE FURONO. MA IO NON DIMENTICO, PERCHE’ NELLA REALTA’ QUOTIDIANA LA VERA ESSENZA DELL’ESSERE ITALIANI LA SPERIMENTIAMO NOI COMUNI CITTADINI, ALLE PRESE COL QUOTIDIANO VIVERE E PROFONDAMENTE A DISAGIO NEL VEDERE CHE UNA CERTA POLITICA E’ IN GRADO DI FARE E DIRE, SCOPRENDO POI, AMARAMENTE, CHE PROBABILMENTE UN’ALTERNATIVA MANCO ESISTE, TANTO DEBOLE APPARE.

MA ANCOR DI PIU’, L’ESSERE ITALIANI “PER BENE” LO HANNO SPERIMENTATO CERTE GENERAZIONI PASSATE, CHE OGGI SE’ IMPORTANTE ASCOLTARE, CON CUI E’ FONDAMENTALE CONFRONTARSI. IO NON SO SE QUESTI SONO I TEMPI PIU’ MEDIOCRI DELLA STORIA DELLA NOSTRA ITALIA, MA SO BENE CHE NON SIAMO LA PRIMA GENERAZIONE A DOVER AFFRONTARE DELLE DIFFICOLTA’: MIO PADRE E’ ARRIVATO A ROMA NEL 1959, DOPO ESSERE PARTITO DALLA PROVINCIA DI MATERA CON UNA VALIGIA FATTA DI CARTONE LEGATO CON LO SPAGO. HA LOTTATO MOLTO PER EMERGERE, PER DARE UN SENSO A QUELLA PARTENZA, ALL’ABBANDONO DEL SUO PAESE, CHE AVREBBE INEVITABILMENTE SEGNATO LA SUA VITA. MA C’E’ RIUSCITO. MIO PADRE FIGLIO DEL SUD, OGGI GUARDA CON FIEREZZA A TUTTO QUELLO CHE COL SUO LAVORO HA COSTRUITO, IN 50’ANNI DI LAVORO, DI CAPELLI COME DICE LUI. L’ITALIA DEI SUOI TEMPI ERA MOLTO DIFFICILE, DURA, VIOLENTA, ESASPERATA, DIFFIDENTE CON GLI ITALIANI DEL SUD. FORSE ANCOR PIU’ DI OGGI. ERA PERO’ UN’ITALIA IN CUI, NONOSTANTE TUTTO, LA CONVINZIONE DI UNA CERTA GENERAZIONE ERA QUELLA DI COSTRUIRSI UN FUTURO, DI LAVORARE, DI ESSERE CONCENTRATI, FORSE IN UN PAESE IN CUI ESISTEVANO MAGGIORI OPPORTUNITA’ PER TUTTI QUELLI CHE VOLEVANO FARE. A 35 ANNI MIO PADRE ERA MOLTO PIU’ RICCO DI QUANTO NON SIA IO OGGI ALLA STESSA ETA’ A RIPROVA DEL FATTO CHE TUTTO E’ CAMBIATO, IN UN PAESE CHE NON E’ IN GRADO DI GARANTIRE ALLE NUOVE GENERAZIONI LO STESSO TENORE DI VITA DELLE PRECEDENTI. MA IN UN PAESE IN CUI LE NUOVE GENERAZIONI NON SONO STATE SPINTE DALLO STESSO, FORTE, MORDENTE: LA FAME. QUELLA VERA, DI CHI AVEVA TUTTO PERDERE AVENDO TUTTO DA COSTRUIRE.

IL MIO AUGURIO NON E’ QUINDI PER OGGI MA PER DOMANI, DOPODOMANI E COSI’ VIA. E’ L’AUGURIO DI SAPER CAMBIARE REGISTRO, DI TROVARE IN NOI STESSI LA FORZA DI STARE A TESTA BASSA CONCENTRATI SULLE COSE VERAMENTE IMPORTANTI, SULLE NOSTRE IDEE, SUI NOSTRI SOGNI E PROGETTI, FORTI DEI NOSTRI VALORI ED AFFETTI, SUL NOSTRO LAVORO…RITROVANDO QUELLA FAME DI CRESCERE, DI PROGREDIRE, DI CREARE VALORE PER SE’ E LA PROPRIA FAMIGLIA.

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