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PERSONE CHE FANNO LA DIFFERENZA – TOMMY E STEVE

Le persone di cui voglio parlarvi sono recentemente scomparse: Tommy e Steve.

Sono due persone che hanno avuto un peso specifico davvero importante nella mia vita, due persone che hanno lasciato indelebilmente in essa il segno della piccola grande rivoluzione che hanno introdotto: dove Tommy ha rivoluzionato la mia vita elettronica, facendomi scoprire il fascino dei prodotti elettronici di qualità, il videoregistratore VHS, il CD, la piccola tv portatile, la videocamera (VHS prima, VHS-C poi), introducendo nella mia testa e nel mio cuore i due marchi che più amo e cioè Panasonic e Marantz, trasmettendomi l’irrefrenabile passione lo “scavettamento”, Steve ha rivoluzionato la mia vita informatica, dando un senso alla parola “personal computer”, introducendo nella mia testa e nel mio cuore il Mac e tutto quello che ne è venuto dopo.

Due persone che hanno creato nella mia vita dei punti precisi di rottura, dei punti precisi di non ritorno, dei punti fermi dopo i quali niente sarebbe stato come prima: Tommy con la prima videocamera che io abbia mai visto, la cui sezione VHS si portava a tracolla e pesava 7/8 kg, il mio primo videoregistratore VHS (1983) la mia prima videocamera VHS (1990), la prima consultazione insieme del Televideo, il primo pezzo della Marantz; Steve con il mio primo iPod, un nano nero da 2GB pieno di graffi preso novembre 2005 e che è stato il primo prodotto Apple ad entrare in casa mia, poi con l’iBook G4 14″ (acceso di nuovo tre giorni fa, con su OSX 10.4.11), con l suo “boing” di partenza che per sempre accompagnerà la mia vita, poi con il primo iPod Touch, poi il MacBookPro, poi con iPhone. Domani chissà, non so quale sarà il device, anzi iDevice per dirla bene, ma sar sempre un oggetto con l’anima, capace di trasmettere eozioni.

Ecco, queste due persone mi hanno trasmesso l’amore per le cose, il rispetto per gli oggetti che amiamo, l’emozione per lo spacchettamento, l’attenzione a quella forma esteriore che certamente è funzionale ad una cura interiore. La forma che prende sostanza.

Due persone lontane, diverse, che mai si sono conosciute: la prima é nel filmino del mio battesimo (devo a lui quel filmino) mentre la seconda non l’ho mai incontrata ma due persone alle quali devo molto e che non dimenticherò mai, due uomini che sono stati maestri e amici.

Vi voglio bene.

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NON CI RIESCO

Non ho ancora avuto il tempo per proseguire le mie letture a proposito delle dimissioni di Steve Jobs ma per quel poco che ho avuto modo di leggere non mi é piaciuto quello che ho letto. Nel senso che troppo frequentemente gli scritti non sono passionali, non emerge l’emozione di chi scrive, che anzi si limita ad una più o meno fredda catalogazione dei fatti.

Io, per quello che sento oggi, so di aver scritto in maniera assai appassionata, forse troppo, ma mi rendo conto che devo molto a Steve Jobs e al Macintosh, e tutto quello che ho scritto in questi ultimi due anni circa ne parla assai. Sono talmente segnato da questa notizia che, pur sapendo che avrei dovuto in qualche modo prepararmi, visto che della malattia di Steve si parla da anni, in certi momenti ne penso/parlo come se non fosse più vivo.

SIATE AFFAMATI.

Probabilmente uno dei suoi discorsi più toccanti.

UNFORTUNATELY, THAT DAY HAS COME.

Come si addice ai grandi Steve Jobs ha fatto un passo indietro, dimettendosi dalla carica di CEO della Apple per le ulteriori conseguenze dei suoi ben noti problemi di salute. Steve Jobs ha saputo rivoluzionare il proprio mondo ed il nostro mondo, creando la Apple che oggi noi tutti conosciamo partendo da un sogno, coltivato lavorando duramente insieme a Steve Wozniak, portandolo poi al successo ma passando anche per molti insuccessi, senza i quali nulla di tutto questo sarebbe tale. In quel sogno lui ha creduto, e ci crede ancora, sia chiaro, tanto che oggi indica la persona che più di tutte é secondo lui in grado di portare avanti la Apple, Tim Cook. Nel perseguire quel sogno ha dedicato ad esso la sua vita e nel farlo ha saputo spaccare il mondo, ha saputo suscitare tanto ammirazione e fedeltà all’idea ed alla filosofia sottostanti al brand della mela morsicata nei fedelissimi quanto al contempo incomprensione negli scettici. Probabilmente in quel sogno il nostro Steve ha continuato a credere anche quando fu allontanato dalla Apple per una dozzina d’anni. Quel sogno, Steve, lo ha realizzato, regalando ad ognuno di noi la migliore esperienza informatica desiderabile, in cui il personal computer per primo (poi iPod, iPhone, iPad) smette di essere semplicemente un oggetto tecnologico che svolge delle funzioni per diventare strumento di una nuova esperienza informatica, quell’esperienza che io stesso vivo dal 14 gennaio 2006 alle ore 12.18, la data del mio “switch”. L’amore di Steve per il Macintosh, il suo sogno circa la Apple di oggi sono diventati anche i miei, rappresentando una parte davvero importante della mia vita.

Grazie Steve.

CAPACITA’ DI ANALISI

Luca de Biase (giornalista e blogger) analizza in questo articolo, con encomiabile luciditá, il rapporto Apple/Jobs Jobs/Apple. Buona lettura.